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Ecosistemi dell’innovazione: un ponte tra Europa e Africa Atlantica

Pubblicato il 20 Febbraio 2026

La competitività dei territori nel XXI secolo dipende dalla qualità dei loro ecosistemi dell’innovazione.
Non si tratta solo di startup o tecnologia.
Si tratta di architettura istituzionale, politiche per l’imprenditorialità e capacità di trasformare conoscenza in crescita sostenibile.
In questa prospettiva, la Cattedra Unesco Chair Parthenope ha svolto una missione strategica in Marocco presso la Université Sidi Mohammed Ben Abdellah-Fès con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione trans-mediterranea e contribuire alla definizione di un’agenda condivisa di sviluppo tra Europa e Africa Atlantica.
Insieme ai professori Chiara Cannavale e Andrea Caporuscio, abbiamo lavorato con l’Università di FES e con stakeholder istituzionali per promuovere un obiettivo comune: costruire ecosistemi imprenditoriali capaci di generare crescita economica sostenibile nel lungo periodo.
La sottoscrizione dell’accordo tra l’Università degli Studi di Napoli ‘Parthenope’​ e l’Università di FES segna l’avvio di una partnership strutturata in ambito formativo e di ricerca. Un ponte stabile tra sistemi accademici impegnati nello sviluppo guidato dall’innovazione.
Durante la Conferenza internazionale dei Paesi dell’Africa Atlantica – L’Afrique Atlantique, partenariat Sud-Sud et positionnement mondial du Maroc – il nostro contributo si è concentrato su una proposta strategica chiara:
accelerare la traiettoria di sviluppo del Marocco attraverso un quadro organico di politiche per l’imprenditorialità e la valorizzazione strutturale della blue economy.

Nel Mediterraneo e nei Paesi MENA la sfida è evidente:
1. passare da iniziative isolate a ecosistemi integrati,
2. da politiche frammentate a strategie sistemiche,
3. da ambizioni locali a posizionamento globale.

L’imprenditorialità non è un elemento accessorio dello sviluppo. Ne è il motore.
E gli ecosistemi ne sono l’architettura.

Quali strumenti di policy possono rendere questa transizione realmente strutturale nei contesti emergenti?

Un sentito ringraziamento ai colleghi dell’Università di Fès Mohamed M’hamdi, Meryem Ait e Mohammed CHAFI e al prof. Francesco Saverio Coppola dell’associazione internazionale Guido Dorso per il ruolo determinante nell’organizzazione della missione.

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