Visione e missione strategica
Ispirare ed emancipare gli ecosistemi di innovazione dell’area Euro-Mediterranea e della regione MENA, trasformando la conoscenza accademica e la ricerca scientifica in leve permanenti di sviluppo sostenibile, coesione sociale ed equità. La Cattedra aspira a consolidarsi come un punto di riferimento internazionale e una piattaforma integrata capace di connettere l’istruzione superiore, il mondo dell’impresa e i decision maker pubblici, guidando la transizione verso economie locali resilienti, inclusive e fondate su evidenze scientifiche.
Quattro azioni strategiche
La Cattedra UNESCO traduce la propria visione in quattro azioni strategiche interconnesse, concepite per generare un impatto permanente nell’area Euro-Mediterranea e nella regione MENA, trasformando alta formazione, ricerca e cooperazione in strumenti di empowerment locale e sovranità conoscitiva condivisa.
Nel quadriennio iniziale (2022–2026), l'azione ha fondato la propria validità sul consolidamento dell'accoglienza internazionale, sulla valorizzazione del capitale umano femminile nell'alta formazione, sull'adozione di metodologie simulative d'avanguardia e su iniziative ad alto impatto socio-economico.
Proiettandosi verso il quadriennio 2027–2031, la Cattedra eleva la propria missione da insieme di interventi sperimentali a infrastruttura permanente di didattica, ricerca applicata, policy learning e capacity building.
In convergenza con la Strategia a Medio Termine UNESCO 2022–2029 (41 C/4) e con il Decennio Internazionale delle Scienze per lo Sviluppo Sostenibile (2024–2033), l'iniziativa opera come un'interfaccia neutrale e rigorosa in grado di connettere l'istruzione superiore, la ricerca avanzata, gli ecosistemi d'impresa e i processi decisionali orientati dalle evidenze scientifiche.
Sviluppa un'infrastruttura formativa integrata che unisce percorsi universitari, risorse aperte e modelli di formazione dei formatori (train-the-trainer) basati su micro-credenziali. L'obiettivo è colmare i divari transfrontalieri ed elevare docenti e professionisti locali a moltiplicatori autonomi, garantendo una capacità istituzionale permanente e autorigenerante.
Pone le donne dei Paesi partner al centro dei processi decisionali, coinvolgendole direttamente come formatrici, ricercatrici e co-progettatrici. Assumendo la parità di genere come principio di giustizia sociale e motore di innovazione d'ecosistema, l'azione risponde alle reali dinamiche socio-economiche locali, consolidando comunità di pratica stabili e durature.
Costruisce un ponte operativo tra ricerca e decisioni pubbliche attraverso simulazioni esperienziali e studi ad accesso aperto in laboratori applicati. Accademici, esperti e decision maker collaborano direttamente su problemi reali, convertendo le diagnosi scientifiche in roadmap strategiche volte a rafforzare la resilienza e la competitività degli ecosistemi locali.
Proietta la diplomazia scientifica in una dimensione paritaria mediante Think Tank permanenti e reti stabili tra Europa meridionale, Nord Africa e Africa Sub-Sahariana. Superando le logiche gerarchiche in favore della co-creazione, assicura ai partner del Global South un ruolo centrale nella definizione dell'agenda scientifica, sostenendo in modo diretto la Priorità Globale Africa dell'UNESCO.
Agenda 2030
L’intero impianto concettuale e operativo della Cattedra risponde in modo sistemico e integrato a quattro principali Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Macro-obiettivi operativi
La strategia dei quattro obiettivi operativi punta a fare degli stakeholder dell’area Euro-Mediterranea e MENA non semplici beneficiari, ma co-progettatori e leader nella governance della Cattedra. Invece di interventi isolati, costruisce capacità istituzionali e umane autonome, destinate a durare oltre i singoli progetti. Integrando alta formazione, leadership femminile, policy learning basato sui dati e cooperazione paritaria Sud-Sud-Nord, trasforma ricerca e didattica in leve di sviluppo economico e sociale, in linea con l’Agenda 2030.
L'istruzione e l'alta formazione sono concepite come beni pubblici globali e leve di emancipazione territoriale, capaci di democratizzare il capitale conoscitivo e di trasformare l'apprendimento da fruizione passiva a capacità endogena e permanente di auto-sviluppo. La visione teorica punta a superare le asimmetrie formative transfrontaliere, costruendo le basi per un'autonomia scientifica e culturale duratura nelle comunità accademiche e istituzionali del Mediterraneo e della regione MENA.
Sul piano operativo, il pilastro integra la filiera formativa internazionale dell'Ateneo, articolata nei corsi erogati in lingua inglese di Laurea Triennale, Laurea Magistrale MEMI, Master MEIM e Dottorato di Ricerca, con infrastrutture digitali aperte quali i MOOC multilingue dedicati all'imprenditorialità e ai sistemi locali di innovazione. Per assicurare una capacità locale autonoma e duratura, la Cattedra adotta un approccio train-the-trainer basato su micro-credenziali e percorsi avanzati come la certificazione di TEEG Ambassador, permettendo a docenti, ricercatori e practitioner delle istituzioni partner di diventare moltiplicatori autonomi di competenze nei propri contesti territoriali.
La parità di genere rappresenta un imperativo di giustizia sociale e una leva strutturale per la crescita economica inclusiva e la coesione territoriale. Il framework concettuale valorizza l'agency femminile come elemento centrale nei processi di innovazione e trasforma le donne da attrici marginalizzate a co-progettatrici di cambiamento, superando i vincoli socio-culturali ed economici che limitano la partecipazione e la leadership delle donne nei settori ad alto valore aggiunto.
Operativamente, questo impegno si traduce nello sviluppo di una pipeline dottorale sensibile al genere, garantendo una copertura al 50% da parte di ricercatrici provenienti da Paesi della regione MENA. Il pilastro valorizza la metodologia a cascata del progetto INSAF-FEM, nella quale le studentesse trasferiscono le competenze acquisite a enti della società civile e centri di formazione locali. Nel nuovo mandato, l'azione si arricchisce con la co-progettazione di un MOOC sull'imprenditorialità femminile sviluppato insieme ai docenti partner e con l'adozione di badge digitali per la certificazione formale delle competenze e della leadership.
L'interfaccia tra ricerca scientifica, formulazione delle politiche pubbliche e governance d'impresa richiede paradigmi esperienziali in grado di decodificare la complessità dei sistemi territoriali d'innovazione. La prospettiva teorica individua nella simulazione e nell'apprendimento basato sulla pratica un ponte per convertire i dati analitici in decisioni strategiche, stimolando la resilienza, la competitività e l'autodeterminazione degli ecosistemi locali.
Concretamente, il terzo pilastro impiega il simulatore esperienziale The Entrepreneurial Ecosystem Game (TEEG) nei TEEG Policy Lab e Work Lab territoriali, nei quali team misti di ricercatori, decision maker ed esperti analizzano criticità e dati reali dei propri contesti per elaborare roadmap e policy brief applicabili. Questo percorso è integrato dall'attività scientifica dell'Osservatorio sui Sistemi Locali di Innovazione (SLIOB), che produce e diffonde report ad accesso aperto su temi di impatto strategico quali la governance universitaria, l'imprenditorialità femminile e la Blue Economy.
La diplomazia scientifica e la cooperazione internazionale si fondano sul superamento dei modelli tradizionali e asimmetrici di trasferimento tecnologico in favore di dinamiche di co-creazione paritaria e reciprocità strutturale. L'approccio promuove un dialogo multilaterale aperto, in cui l'integrazione di saperi tra Europa meridionale, Nord Africa e Africa Sub-Sahariana diventa il motore per la sostenibilità e la sovranità conoscitiva regionale.
Sul piano pratico, il pilastro consolida una rete di collaborazione interuniversitaria e istituzionale mediante l'attuazione di progetti internazionali competitivi (tra cui SHIFT-MED, FOODCHASE e l'alleanza SEA-EU), la stipula di accordi di doppio titolo e la creazione di Think Tank tematici continuativi. Tali strutture stabili garantiscono ai partner del Mediterraneo e dell'Africa un ruolo permanente nella definizione dell'agenda didattica e scientifica della Cattedra, trasformando gli scambi occasionali in processi di co-produzione di conoscenza duraturi e condivisi.
People
DIREZIONE DELLA CATTEDRA
Prof. Marco Ferretti
Titolare della cattedra · Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Quantitativi (DiSAQ)
Strutture
LA RETE DELLA CATTEDRA
Università, istituzioni e imprese dell’area Euro-Mediterranea e MENA che condividono con la Cattedra progetti, ricerca e formazione.
Per proposte di collaborazione o richieste di informazioni su attività e progetti, contatta la segreteria scientifica della Cattedra.
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